Archivio per 14 Novembre 2006|pagina archivio quotidiano
una dieta per kurt wallander
I polizieschi dello svedese Henning Mankell hanno per protagonista un commissario fortunato e di grande intuito, Kurt Wallander. Sono gialli letterari, hanno il pregio di essere scritti bene, il difetto di non sorprendere mai il lettore. Suspence poca, colpi di scena quasi nulla. I casi si assomigliano un po’ tutti, così la loro risoluzione.L’ispettore Wallander è molto umano, forse troppo. La sua vita è squallida, dorme poco, si innamora facilmente, quasi mai ricambiato.
I primi libri della serie sono belli. All’inizio di Assassino senza volto un contadino scopre che i suoi vicini, un’anziana coppia, sono stati assassinati in modo barbaro. Entrambi sono stati torturati. L’inchiesta è lenta e difficile, ma tiene il lettore incollato alla pagina. Nel secondo romanzo, I cani di Riga, sono i marinai di un peschereccio che avvistano un gommone di salvataggio con a bordo due cadaveri. Le indagini portano Wallander a est: l’imbarcazione veniva dalla Lettonia.
Purtroppo già al quinto romanzo, La falsa pista, l’impressione è quella di un cucchiaio che raschia il fondo di un barile ormai vuoto. La storia comincia con un prologo che appare un po’ forzato, poi una ragazza si cosparge di benzina e si dà fuoco in un campo di colza, quindi un ex ministro, dal dubbio passato, viene trovato con la spina dorsale spezzata e scotennato. Gli omicidi proseguono mentre l’interesse del lettore crolla. Il romanzo è lunghissimo, l’intreccio regge poco.
Nell’ottavo libro della serie, Muro di fuoco (infelice la traduzione in italiano: Firewall sarebbe stato un titolo più adatto), due ragazze aggrediscono un tassista a martellate. La storia si dilunga per centinaia di pagine, decisamente troppe per l’intreccio, e tradisce la scarsa confidenza dell’autore con computer e reti. Le riunioni di Wallander e colleghi, le conferenze stampa e tante altre cose si ripetono immutabili in tutti i romanzi.
Kurt Wallander è personaggio affascinante, è un po’ sovrappeso e non riesce a mettersi a dieta. Ma sono i libri di cui è protagonista ad avere bisogno di una severa dieta: troppe pagine per intrecci criminosi e vicende fin troppo simili. I primi due affascinano, il resto è noia.
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