Archivio per 16 Novembre 2006|pagina archivio quotidiano
la location del tempio della condizione atmosferica
Paco: In quale luogo di eletta progettualità si inseriscono squarci dell’immaginario, presagi di mondi, imprudenze poetiche? Dove si trova il tempio di una condizione atmosferica che solo in seguito prende forma e spazio della sintesi? Dove agisce una sensibilità organica contraria ad ogni specialismo? Dove si tenta di dare vita a una genetica del linguaggio?
Pino: In un bar, a Palermo.
Paco: Un lounge-bar vorrai dire! E come si chiama questo tempio di condizione atmosferica ed energia magnetica?
Pino: Si chiama 161.
Paco: 161, un numero che deriva dalla multisensorialità, da un viaggio in cui vista, tatto, udito, gusto e olfatto devono essere soddisfatti, un numero di un mondo parallelo, non il luogo di una fuga dal reale, ma bensì luogo del presagio e del sentimento, dove l’arte praticata è davvero una lingua sognata, un numero che esce dalla dimensione piatta della parete, del palco e dello schermo, per abbracciare lo spazio: in una parola si tridimensiona.
Pino: No, è il numero civico.
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