Archivio per 22 Novembre 2006|pagina archivio quotidiano
salvatore buglio non se l’immaginava
Salvatore Buglio, una vita da operaio, non se lo immaginava. Lui lavorava alla Fiat, alla Burgo, alla Sallig, alla Viberti. Andava a mensa con gli altri operai, scherzava con loro, trascorreva le sue ore in compagnia.
Poi, poverino, finì in un brutto ambiente. Montecitorio, Camera dei deputati. Ma non lo sapeva che brutto ambiente che era. Anzi. Vedeva tutti così eleganti, con i vestiti firmati e le cravatte Marinella.
Venne Natale e la signora Buglio pensò bene che non poteva lasciare che il marito, in quell’ambiente di personcine eleganti, prendesse appunti con la vecchia Bic. Gli regalò una splendida Montblanc.
Buglio, orgoglioso, iniziò a portare la penna sempre con sé. La guardava, la sfoggiava. Ma non era il solo ad ammirare la penna. Non era il solo. Tanto che un bel giorno la sua Montblanc, puf, sparì. Lui non se ne accorse perché l’ammiratore segreto, gentile, aveva sostituito la Montblanc con una copia tarocca. Se ne accorse la moglie, dopo un po’.
“Che è ’sta penna, Salvatò?” – gli disse.
Buglio si informò. Comprò un libro di Travaglio, lesse Beppe Grillo e capì.
Capì che sfoggiare la Montblanc in un luogo frequentato da persone condannate per truffa aggravata e continuata, corruzione, evasione fiscale, finanziamento illecito, abuso e omissione di atti d’ufficio, falso ideologico, non era stata una idea brillante.
“Me l’hanno fottuta in modo scientifico e intelligente” – dichiarò.
Penso e ripensò, ma alla fine rinunciò a chiamare i carabinieri, ché nel palmares dei colleghi non mancava la resistenza a pubblico ufficiale. Né chiese in giro se qualcuno avesse visto. Fra condannati per favoreggiamento e omessa denuncia, figurati a che poteva servire. Aveva però sentito dire che qualcuno fra i suoi colleghi era già condannato per ricettazione, e gli venne un’idea…
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