Archivio per 27 Novembre 2006|pagina archivio quotidiano
il romanzo a rovescio
Fred Vargas, malgrado il nome, è una donna. Produce gialli in ventuno giorni, o almeno così dice. L’uomo a rovescio è un romanzo ambientato fra i monti francesi del Mercantour, abitati dai lupi. Vengono sgozzate delle pecore e i segni sembrano non lasciare dubbi: l’assassino deve essere un lupo gigantesco. Quando viene uccisa anche una donna si inizia a parlare di lupi mannari e sospettare uno strano individuo.
Imbottito di frasi come me ne frega niente o ce ne frega una sega, il giallo è lentissimo all’inizio. Malgrado questo si intuisce con chiarezza chi è il colpevole non appena compare sulla scena, non il movente. Quando cresce un po’ il ritmo, il movente sbuca dal passato, inatteso e fragile. Dopo circa trecento pagine di faticosa lettura, ciò che spinge l’assassino a uccidere sembra calare dal cielo, episodio di un passato mai raccontato prima.
L’unico mistero che alla fine rimane irrisolto è quello del successo del romanzo.
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