Archivio per Gennaio 2007|pagina archivio mensile
chiancitillo

Hai sguazzato nel lusso per ventisette anni e ora ti accorgi che non è esattamente un galantuomo? Lo hai sposato, hai dormito nel suo letto novemilaottocentocinquantacinque notti, e ora scrivi a Repubblica e ti lamenti con il mondo? E no, mia cara. E’ tutto tuo. Chiancitillo.
PS: ma perché a Repubblica hanno preso una lettera indirizzata a Questioni di cuore di Natalia Aspesi e l’hanno sbattuta in prima pagina? Ci sarà un errore, no?
il messaggio del presidente

“Non ho dubbi che si possa trovare una sintesi sulle unioni civili anche nel dialogo con la Chiesa cattolica e tenendo conto delle preoccupazioni espresse dal Pontefice e dalle alte gerarchie della Chiesa“.
il dipendente di casa palermo, la casa più cool d’italia

L’anziano commendatore Giuseppe Palermo aveva assunto un collaboratore domestico con un contratto per cinque anni. Il dipendente, a casa del commendatore, avrebbe dovuto pulire e sistemare. In realtà però la casa era sempre sporca e disordinata. Quelle rare volte che scopava, il dipendente metteva la polvere sotto il tappeto. Quando accendeva l’aspirapolvere, la usava senza sacchetto. Così diffondeva la polvere ovunque. A casa Palermo in quei cinque anni l’aria era sempre piena di polvere. Addirittura, al quinto anno, la Lega contro la Polvere certificò che casa Palermo era la casa più impolverata d’Italia.
Ma il dipendente rideva, rideva sempre.
Il commendatore aveva tanti figli. Decine e decine di figli che amavano giocare con le macchinine. Bambini un po’ stupidi che non studiavano, non leggevano, non si dedicavano ad altro che a giocare con le macchinine, da mattina a sera. E così il salotto di casa Palermo era pieno di macchinine. Macchinine ovunque. Tanto che il commendatore non riusciva più a passare. Il dipendente si guardava bene però dal togliere le macchinine dal salotto. Le guardava, rideva, e le lasciava lì. Anzi, ci aggiungeva anche la sua macchinina grandissima a fare ancora più confusione.
E poi continuava a ridere. Rideva sempre e nessuno capiva perché.
Trascorsi i cinque anni, il dipendente prese da un cassetto i sudati risparmi del commendatore Palermo e andò in tipografia. Si fece fare, a spese del commendatore, tanti bei cartelloni che appese sui muri di casa. Ci fece scrivere “casa Palermo pulitissima“, “casa Palermo, salotto a cinque stelle“, “la nuova casa Palermo“, “casa Palermo ti stupirà“, “la casa più cool d’italia? E’ casa palermo” e cose simili. Li appese ovunque.
Quando il commendatore li vide non era tanto convinto, solo si chiese che voleva dire cool. Tuttavia non si arrabbiò e adesso è lì che pensa se rinnovare il contratto al dipendente.
Immagini tratte da questo video
due erano nati nella zona di piazza magione
Roberto Alajmo è scrittore di talento. Così di talento che riesce a fare di un elenco di persone un libro di grande interesse, amaro e spassoso. “Nuovo repertorio dei pazzi della città di Palermo” non è altro che un elenco, infatti. Un elenco di persone stravaganti ed episodi paradossali. Chi a Palermo c’è nato sa che nulla è inventato, tutto è vero e raccontato con maestria.
“Uno era il principe di Baucina, che si vantava di non aver mai aperto una busta in vita sua. Aveva elaborato una classificazione delle lettere in due categorie: inutili e jettatorie. Gli amici e i parenti che erano a conoscenza della sua teoria smisero di scrivergli, per cui la teoria stessa tendeva sempre più a rivelarsi esatta: le lettere che arrivavano finirono per essere tutte irrilevanti o foriere di cattive notizie. Lui annusava la busta, la soppesava e stabiliva: ‘Inutile’. Oppure: ‘Jettatoria’. Non le buttava, però. Quando morì ne lascio tre casse piene, ed erano tutte intatte“.
“Uno era Fulco di Verdura, che venne investito da un taxi a Londra, in Eaton Square. Negli ultimi istanti di lucidità sentì il poliziotto sussurrare quel che stava scrivendo sul referto: ‘…di anni settantotto…’,'…sessantotto…’ precisò lui mentendo, e morì“.
“Una stava su un balcone di via Agrigento ad aspettare il fidanzato che non era più tornato dalla guerra. Aveva le guance rosse di trucco e, certe volte, un cappello sulla testa. Stava lì ferma, e basta“.
“Uno era di Petralia, veniva considerato l’uomo più parsimonioso del paese. Teneva in una tasca del panciotto, a parte, i soldi che aveva guadagnato nel corso della giornata. E considerava guadagnati tutti i soldi che riusciva a non spendere. Certe volte si sedeva al bar e chiedeva il prezzo di un gelato. Il cameriere rispondeva: ‘Dieci lire’. Allora lui prendeva dieci lire dalla tasca e le osservava pensieroso. Alla fine diceva al cameriere: ‘Come non detto. Mi porti un bicchiere d’acqua’. Poi rivolto alla moneta: ‘Ah, babbazzu babbazzu, t’u pigghiasti ‘u scantazzu!’. E riponeva la moneta fra quelle guadagnate“.
“Uno era un turista che uscendo dal suo albergo, a Sferracavallo, si trovò di fronte il cassonetto vuoto e tutto intorno una montagna di spazzatura. Scosse la testa, raccolse una bottiglia da terra e la depositò nel cassonetto per dare un piccolo contributo alla pulizia di una città che non era nemmeno la sua. Proprio in quel momento, da un angolo dove erano appostati vennero fuori due vigili in borghese che gli fecero la multa perché la spazzatura si può gettare nel cassonetto solo dalle diciotto alle ventidue“.
“Uno era Robert Whitaker, uomo di famosa bruschezza. Un giorno diede a villa Sofia una grande festa danzante. E siccome gli ospiti si divertivano molto, la festa durò fino alle prime ore del mattino. A un certo punto il padrone di casa, che era l’unico a non divertirsi più, fece fermare il pianista. Quindi, nel silenzio generale, pronunciò la frase che passò alla storia della mondanità cittadina: ‘A quest’ora io, se fossi a casa vostra, me ne andrei a casa mia‘.”
“Due erano nati nella zona di piazza Magione e vollero diventare giudici. Poi uno fu ucciso e l’altro gli sopravvisse solo cinquantasei giorni“.
abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene
Abbracciamoci forte, vogliamoci tanto bene e facciamoci quattro risate.

E non pensiamo alle cose brutte della vita. Non facciamo domande. Non pretendiamo risposte. Vogliamoci bene. Tanto bene. E facciamoci quattro risate in compagnia.




Foto più grandi dell’inferno ceceno sono visibili agli indirizzi: La distruzione di Groznyj Fosse comuni in Cecenia , Torture in Cecenia
video porno delle casalinghe di enna

Si sa. Le chiavi di ricerca sono uno dei motivi per avere un blog. Questo blog è particolarmente popolare fra pedofili e affini. E’ bastato parlare del romanzo “la bestia” per avere ospiti signori che cercavano “pedofilia masturba“, “pedofilo masturba“, “pedofilo uccide bambine“, “uccello duro bambine“. Diciamo che sono soddisfazioni.
Dare risposta alle domande dei visitatori. Una difficile missione. “I morti non muoiono mai?” mi lascia perplesso. Non so se qualche morto mi legge e sa rispondere. Se poi qualche lettrice è arrivata fin qui, mi aiuti a rispondere a “la donna si innamora facilmente?” ma soprattutto a “come si eccita un uomo?“. Non vorrei che questi visitatori dubbiosi andassero via delusi.
Un lettore speranzoso scrive “mia moglie abbandona il tetto coniugale“. Ci faccia sapere se poi la signora se ne è andata davvero. In un crescendo di onanismi ecco “la casalinga che si masturba“, “mio fratello masturba” e il “video di come si ci masturba“. E infine “come ci si masturba coi piedi“. Niente, mi sa che qui non si sono trovati.
Sarei poi curioso di capire cosa cercava il signore che ha digitato “mafioso erotismo“, mentre mi è più chiaro “foto di uomini d’onore in sicilia“. Sarà stato un picciotto appena assunto da Cosa nostra a cercare “le leggi del mafioso“, giusto per avere un riferimento normativo.
I cercatori di “video morte saddam” e simili sono decine. Dovrei mettere un cartello “qui non ci sono video della morte di saddam, ci si scusa col pubblico”. Magari poi lo faccio.
Sarà stato invece lo stesso Francesco Bruno a cercare “strage di erba il parere di francesco bruno“. Per avere le idee più chiare prima di andare da Bruno Vespa. O forse proprio Bruno Vespa.
Sono contento di fornire a numerosi utenti il “testo aeiou ipsilon“, ma devo avvertirli che è errato.
Infine, per quel che riguarda le “dimensioni suzuki maruti“, forse fate meglio se chiedete a lui.
I video porno delle casalinghe di Enna qui non ci sono, ma vediamo un po’ quanta gente che li cerca arriva e, delusa, va via.
da non perdere
- C’abbiamo quella porcata da mandare in onda…
- Quale?
- Quel film dove una donna sgozza i vicini.
- Ah, già. E mandiamolo sabato, su. Se non lo mandiamo adesso poi chi cazzo se lo guarda?
perdono

A Porta a Porta a discutere della strage di Erba Paolo Crepet vestito in una sgargiante maglia arancione, Francesco Bruno criminologo con la barba, Barbara Palombelli moglie di Rutelli, Simonetta Matone giudice di Roma, le showgirls Alba Parietti e Valeria Marini, l’americana Clarissa Burt, l’avvocato Carlo Taormina, il direttore del Giornale Maurizio Belpietro. Al centro dello studio, il modello della casa in polistirolo.
Bruno Vespa introduce parlando di tragedia che ci ha colpiti tutti. Francesco Bruno si alza e mostra sul modellino della casa il modus operandi. Schizzi di sangue sulle pareti, la casa che brucia, stavolta nienti zoccoli e pigiami. L’avvocato Taormina precisa che tutto ciò è illegittimo e che assicurerà il vero colpevole alla giustizia. Alba Parietti prova a dire qualcosa, e la lasciano parlare. Nessuno l’ascolta, ma tutti le guardano la microgonna.
Pubblicità della BMW. Pubblicità dove c’è Barilla c’è casa. Pubblicità fiction Incantesimo.
In diretta da Erba il sindaco che parla di indelebilemarchiodinfamia. Bruno Vespa chiede il parere di Valeria Marini. Lei risponde mostrando il decoltè. Mentre il giudice Matone parla di traumi infantili irrisolti, Clarissa Burt la interrompe facendo un parallelo con gli Stati Uniti. Elenco di serial killer americani. Giustizia Usa. Cenno alla pena di morte. Belpietro sostiene che sì stavolta non è stato il pregiudicato tunisino, ma che il 50% dei reati sono compiuti da extracomunitari. Crepet si aggiusta il ciuffo e interviene sulla cultura xenofoba, sul rifiuto del diverso, sul tipico caso di psicopatia di coppia e ancora sui traumi infantili irrisolti. Barbara Palombelli parla dell’epoca attuale come quella della perdita di ogni valore e della alienazione nella società contemporanea.
Dopo il tg1 della notte e la pubblicità, intervista esclusivaportaaporta con il signor Castagna, che perdona.
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