Archivio per Marzo 2007|pagina archivio mensile

catastrofe italiana

Berlusconi “L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo”.
Pier Paolo Pasolini, 1962

Ieri sera a Milano era prevista la marcia per la legalità e la sicurezza guidata da Letizia Moratti. Siamo andati con gli amici di Qui Milano libera, per vedere le facce, fare interviste e distribuire alcuni volantini che avevamo studiato apposta per non urtare la sensibilità di nessuno, sul tema della memoria (”città più sicure”) e dell’illegalità dei quartieri alti (scorte ai potenti pregiudicati). Niente da fare: abbiamo rischiato il linciaggio. La folla berlusconiana è incattivita, plasmata dalla propaganda, odia il nemico, adora il capo, disprezza la cultura, non ha memoria. (di Piero Ricca) Continua a leggere…

dovrebbe essere anticipata l’età dell’impunibilità penale

Seguendo la trasmissione di Bruno Vespa, Porta a Porta, che reputo attenta, pulita, socialmente apprezzabile a differenza di tanta televisione becera, volgare, rissosa, che sa insegnare ai giovani e non solo, l’arrivismo sociale, il finto perbenismo, le crisi familiari: un esempio di virtu!!! Che mescolate bene in uno shaker servono una miscela ideale d’insegnamenti per la violenza, per l’odio alle istituzioni, ed ai vari organismi di polizia e quindi, in sintesi a voltare le spalle alla giustizia, alla disciplina, al rispetto degli ideali e dei valori degli altri anche se non condivisibili.

bambini“Nella trasmissione, ma anche in altre ed in quasi tutti i giornali nazionali e locali, a proposito dell’omicidio dell’ispettore Filippo Raciti, si è parlato di tante cose giuste, fattibili e non, dal disagio giovanile e familiare, ed allora mi consenta di fare una proposta, da mandare ai nostri governanti: perché non approvare una legge che riduca l’imputabilità a 12 anni?

Si dice che l’età media è aumentata tanto da consigliare molti a sostenere la necessità di portare l’età pensionabile a 65 anni; ma nessun sociologo od addetto ai lavori dissentando sulla innegabile realtà dello sviluppo fisico, mentale, intellettivo e, a volte, criminale dei giovani ragazzi d’oggi. Quindi, prima si diventa coscienti di quello che nella vita, si può fare e quello che non si deve e che si identifica quasi sempre in atti di violenza, criminalità e guerriglia, e prima dovrebbe essere anticipata l’età dell’impunibilità penale. Pertanto, se per l’omicidio dell’ispettore Raciti dovesse risultare un colpevole, anche minorenne, costui andrebbe condannato all’ergastolo“.

Lettera di Gaetano V. al Giornale di Sicilia, 25 febbraio 2007

patapam, sorpresa

il poetaIl poeta è lui, ed è morto. No, patapam, colpo di scena, non era lui. E’ lei, ed è viva. Tendiamole una trappola. Patapam, colpo di scena, non è lei ma è quello che tende la trappola. Il grande finale a sorpresa di Michael Connelly distrugge un libro ben scritto con una soluzione tirata oltre l’inverosimile e messa lì solo per stupire. Le motivazioni dell’assassino diventano labili, la trama complicata senza ragione. Il poeta però così rimane vivo (e se no “il poeta è tornato” come lo scriveva?).

Il protagonista, che narra in prima persona, si chiama Jack McEvoy ed è un giornalista di nera che voleva fare lo scrittore. Suo fratello è un poliziotto. Si è suicidato, anzi no, l’ha ucciso un serial killer Prima di lui si sono suicidati altri poliziotti, anzi no, li ha uccisi sempre il serial killer, e lo scopre Jack. Jack è bravissimo, molto più bravo dell’FBI e ricostruisce la serie di delitti, tutti archiviati come suicidi. Ciascun morto ha lasciato un biglietto con una frase di Edgar Allan Poe, e dunque il serial killer diventa “il poeta”. Non vuole farsi scoprire ma lascia tracce ovunque, questo poeta un po’ imbranato. E l’unico che sa raccoglierle è sempre lui, Jack. Che si fa infinocchiare, però, fino a pagina quattrocentonovanta, lui e tutta l’FBI che gli sta dietro.

Un thriller che rispetta le regole del thriller piemme: cinquecento pagine di cui almeno trecento superflue, un doppio finale fiacco che diventa triplo finale ridicolo. Include storia d’amore protagonista – affascinante agente FBI e un pochino di pedofilia spruzzata bene.
Insomma (finale a sorpresa), il libro è splendido.
Patapam, altra sorpresa: non è vero.

amoreee che leggi?

pensavopeggioLEI Amoreee, che leggi?
LUI Rossella Messina.
LEI E chi è?
LUI Una blogger.
LEI Una che?
LUI Blogger.
LEI …
LUI Scrive su internet.
LEI Ah, internet. E tu sei sempre al computer. Ed è brava questa… com’è che hai detto?
LUI Rossella Messina. Bravissima.
LEI Bravissima… E tu, ’sto libro, come ce l’hai? Dove l’hai preso?
LUI L’ho comprato.
LEI Ma se dici che scrive su internet.
LUI Sì, ma ora l’hanno pubblicata.
LEI Fatto sta che io non l’ho sentita dire mai.
LUI …
LEI E tu l’hai conosciuta su internet.
LUI Sì, cioè no.
LEI E magari chissà da quanto tempo.
LUI Ma la leggo soltanto, è divertente.
LEI E da quando?
LUI Non so, un anno. Ma mica c’è nulla, cioè la leggo e basta.
LEI E com’è che io lo sto scoprendo ora?

nessuno risponderà

madonna

Attendiamo che i cabarettisti abbiano finito di indossare il costume di scena. Poi inizia lo show. Uno show moderno e multicolore dove si ride tanto e a tratti ci si commuove. Siamo in Turchia, Signore e Signori. Cabaret Bisanzio! E se qualcuno dopo un po’ chiederà: “Ma di cosa stiamo parlando?”, nessuno gli risponderà

che bello, c’è putin!

prodi e putin

Bella notizia: c’è zar Putin in Italia.E ha incontrato Prodi. Così finalmente il nostro presidente ha potuto chiedergli della sorte di Antonio Russo, giornalista italiano ucciso in Georgia, dove si trovava, inviato di Radio Radicale, per scrivere sul genocidio ceceno.

Perché certamente glielo ha chiesto. E si capisce che glielo ha chiesto: Antonio Russo era un giornalista italiano! La Politkovskaja, va bè, affari loro. La Cecenia, va bè, affare interno dell’impero russo. Ma Russo, diamine, Russo era italiano. Come Mastrogiacomo, in fondo (che tutti stanno facendo questi bellissimi appelli perché i talebani, oddio come sono cattivi i talebani).

O no?

foto da leonardo

lo sterminio dei ceceni non è contro natura

natura e contro natura

La mattina tuona contro gli omosessuali, contro le coppie non sposate. Ordina ai politici nostrani di non approvare leggi contronatura. Richiama i cattolici alla coerenza anche in Parlamento, chiedendo di sostenere “valori fondamentali come il rispetto e la difesa della vita umana”, della “famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. Coraggioso paladino della morale.
il papa con putin

Il pomeriggio, poi, riceve al Vaticano, con tutti gli onori, un ex colonnello del KGB, attuale presidente russo, responsabile del genocidio ceceno, di torture di massa, di centinaia di migliaia di morti e quasi un milione di profughi. Con il quale discute, senza bisogno di interprete, nella lingua che fu di Hitler.

D’altra parte, si sa, sterminare è nella natura umana.

chi vuole la roma muore

miliardo per miliardo“All’inizio del 2004 viene divulgata una trattativa con la Nafta Moskva di Anatoli Kolotilin e Suleiman Kerimov, e stavolta non sembra il solito annuncio farsa divulgato con l’unico scopo di influenzare il corso del titolo; i petrolieri russi scelgono come loro rappresentante l’avvocato Salvatore Trifirò, un professionista molto noto che conta fra i suoi clienti Fiat, Ferrovie dello Stato e Sea. Nata quasi per caso, la storia della Nafta diventa però un affare di stato. All’inizio è una semplice questione di calciomercato: Roman Abramovich, che ha comprato il Chelsea a metà del 2003, vuole subito reclutare il meglio sulla piazza continentale e chiede alla Roma Emerson e Totti per 150 milioni di euro. L’allenatore Capello e il direttore generale Franco Baldini gli replicano che i due calciatori non sono in vendita; in compenso, con uno sforzo finanziario in più, il padrone dei Blues può comprarsi tutta la squadra. Ma Abramovich non è interessato; ha già i suoi problemi con l’Uefa, che lo sospetta di controllare in multiproprietà il Chelsea e il Cska Mosca. Il russo rinuncia ma passa la mano ai suoi amici Kolotilin e Kerimov, che iniziano a trattare sulla base di un prezzo complessivo di 400 milioni, una somma che consentirebbe alla famiglia Sensi di risolvere la sua esposizione con Capitalia e alla Roma di mantenere uno standard sportivo elevatissimo. Ma in ballo non c’è solo questo: il gruppo Nafta vede con grande interesse alcune attività del gruppo Sensi, come i depositi petroliferi sulla costa tirrenica e la partecipazione nel porto di Civitavecchia”.

“Non tutti vedono male i russi: Capello è favorevole, il dg Baldini anche; lo stesso Francesco Totti, capitano idolatrato, esprime una posizione chiara quando dice di volere una squadra vincente, altrimenti potrebbe accettare un’offerta altrove. A opporsi è Capitalia, che non vuole perdere la presa sul gruppo Sensi e per questo si rivolge direttamente al proprio socio che risiede a palazzo Chigi: il presidente del Consiglio Berlusconi decide che Geronzi, l’unico banchiere non di sinistra d’Italia, merita attenzione. D’altro canto, il duopolio Juve-Milan non sente il bisogno di una concorrenza forte da parte della Roma, mentre Sensi ha troppo spesso insistito sul conflitto di interessi di Adriano Galliani, vicepresidente vicario del Milan e numero uno della Lega professionisti. L’intervento di Berlusconi è al massimo livello: Vladimir Putin, che sa come farsi ascoltare, garantisce che i suoi connazionali non disturberanno gli equilibri del calcio italiano”.

“Ad aumentare la pressione, nella sede della Roma si presenta anche la Guardia di finanza in cerca di documenti su finte plusvalenze. Il berlusconiano Capello capisce l’antifona e nel giro di poche ore si accorda con la Juventus, dove aveva promesso di non tornare mai più, portando con sé Emerson. L’allenatore e il centrocampista brasiliano saranno accusati di tradimento da Totti. I Sensi mantengono il controllo del club ma non quello del loro gruppo, la Italpetroli, che finisce in pegno a Capitalia: la banca si prende il 49% delle azioni e di fatto ordina la cessione dei gioielli di famiglia, eccezion fatta per la Roma. Come quando si perde a Monopoli, dalle caselle lentamente spariscono le case e gli alberghi della famiglia Sensi (Cicerone, Filippo II, Residence Villa Pamphili), messi in vendita insieme alla quota in Aeroporti di Roma”.

“Nel novembre 2006 Kerimov, l’imprenditore e deputato nazionalista zhirinovskiano che voleva i giallorossi, ha avuto un gravissimo e strano incidente mentre guidava la sua Ferrari sulla Promenade des Anglais a Nizza. Le autorità francesi hanno aperto un’indagine”.

(Gianfrancesco Turano, Tutto il calcio miliardo per miliardo. Il pallone da Rocco ad Abramovich)

barsport del lunedì

guidolinE’ tenero, Francesco Guidolin. Lui ci sperava. Nella moralità, nell’etica sportiva. In un calcio che sia sport, dove certi valori siano indiscutibili. Non lo sa che sperare nell’etica sportiva nel campionato di calcio italiano è come sperare che gli americani non sparino ai civili in Iraq? Ha allenato tanti anni in Italia, Guidolin. Forse è stato in Francia che ha dimenticato?

Sperarlo poi per la Fiorentina delle Tod’s è come immaginare Previti che bussa alla porta di Emergency e devolve i suoi averi in beneficenza. In caso di dubbi, chiedere al Bologna come mai da due anni sta in serie B.

Diego Della Valle – Andrea Della Valle – Sandro Mencucci – Paolo Bergamo – Innocenzo Mazzini – Luciano Moggi – Massimo De Santis – Alessandro Griselli: in concorso tra di loro compivano atti fraudolenti consistiti, nell’alterare la corretta e genuina procedura di individuazione delle «griglie arbitrali» e il successivo sorteggio del direttore di gara, nonché la designazione degli assistenti del direttore di gara in relazione all’incontro Lecce-Parma, valevole per il campionato di calcio di serie A, stagione 2004-2005, XIX giornata di ritorno, atti finalizzati a predeterminare il risultato di Lecce-Parma 3-3, esito assicurato mediante la designazione fraudolenta della terna arbitrale, che garantiva e si adoperava per il raggiungimento del risultato di parità, favorevole alla squadra dei Della Valle che con esso, in virtù del meccanismo della classifica avulsa, conseguiva la permanenza in serie A, a scapito del Bologna e del Parma, squadre costrette a disputare lo spareggio per la permanenza in serie A

8 marzo

mimosaGiusi è tornata a casa dopo tre ore di parrucchiere e ora è pronta.
Indossa minigonna inguinale, scarpe tacco 11, camicetta Dolce e Gabbana scollatissima. Ha le tette strizzate sotto un push up comprato oggi. Sul viso, il trucco è pesantissimo. I capelli biondissimi e vaporosi, le unghie rosse.
Jessica passa a prenderla alle otto.
“Minchia stasera voglio fare la pazza” – le dice. Un mazzetto di mimose puzza sul sedile posteriore dell’auto.
Raggiungono Martina, Manu e Samantha alla pizzeria New look domani. C’è la special girl evening con pizza mimosa e vino della casa a volontà.
Si siedono. Gridano al cameriere. “A bono”.
Il cameriere si avvicina, porta da bere. Lo guardano meglio ed è bruttino.
Gli gridano lo stesso “a bono”.
Giusi, Jessica, Martina, Manu e Samantha urlano, bevono. Quando il cameriere si avvicina lo toccano e gridano. “Nudo, nudo”.
Finisce la cena.
Giusi, Jessica, Martina, Manu e Samantha fra vino e tacchi altissimi a stento si reggono in piedi.
Entrano alla discoteca Disco malizia 2000.
Serata Mimosa woman party, special guest lo stripper Constantin direttamente da retequattro.
Si scatenano.
Poi arriva lui. Constantin. Si dimena sul palco e presto rimane in perizoma leopardato.
La musica di Full Monty.
Giusi, Jessica, Martina, Manu e Samantha sotto il palco tendono le mani e cantano.
Ai nid sam at staf beby tunait
Ai uon sam at staf beby disivinin
Ai nid at staf
Ai uon sam at staf
lukkin for at lov

Gli toccano i polpacci unti di olio. Tentano di arrivare al pube, ma lui si allontana ballando.
Giusi, Jessica, Martina, Manu e Samantha urlano.
“Nudo, nudo”
Constantin lo stripper toglie anche il perizoma e si copre con una mano.
Si gira e mostra il culo nudo cosparso di olio.
“Ahhh, ahhh” gridano Giusi, Jessica, Martina, Manu e Samantha.
“Vieni, vieni qui” grida Giusi, il braccio proteso.
Ma lo spettacolo è finito, sono le tre del mattino.
Jessica guida la Yaris verso casa.
Lascia Giusi, prima.
“Minchia ci siamo divertite un casino” – dice Giusi.
“Minchia l’anno prossimo lo dobbiamo rifare” – le risponde Jessica.

Pagina Successiva »