Archivio per Agosto 2007|pagina archivio mensile
riassunto

L’estate sta finendo. Riassunto per chi non c’era.
Un deputato del centrodestra, iniziali C.M., era con due squillo e tanta cocaina in un hotel di Roma. Così diceva il giornale, e Clemente Mastella si affrettava a precisare: non sono io. Dopo, gli hanno spiegato che lui è del centrosinistra.
Infatti era Cosimo Mele, UDC: dopo tante ore fra Buttiglione e Cesa, posso capire. Tutti a fargli la morale e nessuno a domandarsi: dove l’ha comprata la droga?
Cesa, segretario del partito (quello dei buoni cristiani e della famiglia che non si tocca), ha subito capito: alla base del bisogno di puttane del parlamentare è la solitudine romana. Tocca rimediare: aumentare lo stipendio di deputati e senatori con un’indennità per il ricongiungimento familiare. Giusto, bravo.
Una delle due squillo dichiara: farò un reality. E c’era bisogno di dirlo?
Repubblica sentenzia: non vanno topless e bikini, quest’anno di moda trikini e tankini.
Valentino Rossi non pagava le tasse. Allora lo hanno fatto presidente della Repubblica e per una sera ha parlato a reti unificate.
In tema di tv, arriva il Partito della Libertà della Brambilla, la nuova stella del berlusconismo. Chissà che evoluzione e quante nuove idee rispetto a Forza Italia. Si potrebbe riderne se l’idea di trovare lei ministra e Corona sottosegretario non fosse tragica. Il grande capo Berlusconi si traveste da John Travolta al Billionaire mentre Veltroni vuole bene a tutti.
Puglia e Sicilia bruciano perché alla mafia conviene così e il Corriere della Sera ci mette al corrente in tempo reale di chi entra al Billionaire e chi no. Preoccupa la non ammissione di Aida Yespica. Questo nelle pagine di costume, perché in quelle di politica ecco le interviste a cantanti e cantautori. Chi avrebbe superato l’estate senza conoscere il voto di Antonello Venditti alle primarie del Partito Democratico?
Notizie: Gerry Scotti, Armani e un altro poco di vip sono a Pantelleria. Mastella e Abete sulla barca di Della Valle alle Eolie. D’altra parte sta iniziando il campionato, vogliamo negare un passaggio e un bagno al presidente?
La ‘ndrangheta si fa un viaggetto in Germania e spara un poco. Subito Repubblica ci schiaffa un raccontino di De Cataldo. La strage tira qualche giorno, poi si annoiano tutti.
Si annoiano tanto che alcuni prendono sul serio Bossi che sbraita, per chi lo capisce, qualcosa come tasse fucili nord duro. Giornali e tv ci fanno pure dei titoli.
Per fortuna ecco un bel delitto, come auspicato da Sky (“Estate! tempo di vacanze e tempo di delitti!” SkyMagazine Luglio-Agosto), e possiamo dimenticare il resto. Ci sono i RIS, e già è uno spettacolo fra scena del delitto modus operandi e capelli fra le mani della vittima, soprattutto spuntano due gemelle biondine, graziose, già veline: una fortuna insperata. Quando poi salta fuori un pigiama, Bruno Vespa sogghigna e si sfrega le mani. Arriva Corona sulla Bentley e manca solo l’avvocato Taormina per chiudere il cerchio. Ma io sono fiducioso: è ancora in vacanza, a settembre arriva.
viva francesco cipriano

Francesco Cipriano è uno studente palermitano di 19 anni. Lo scorso 23 maggio disse al ministro Amato: “Ogni 23 maggio voi politici venite qui e vi riempite la bocca di antimafia, ma in parlamento ci sono 25 condannati in via definitiva, criminali che fanno le leggi. La vera antimafia l’hanno fatta loro (Falcone e Borsellino) con il loro sangue, glielo dica a Roma che qui c’è la mafia. La invito a venire allo Zen, ma senza scorta, e se volete fare l’antimafia fatela non dico con il sangue, ma almeno con il cuore e con le palle”. Amato rispose: “Sei un piccolo populista”. La risposta si commenta da sé. Amato lo vidi poi sfrecciare, verso le 7 della sera, a velocità da gran premio in viale Lazio sulla sua auto blu e nove dico nove auto di scorta (sai che pericoli), bloccando mezza città. Di corsa all’aeroporto ché alle 9 c’era Milan-Liverpool.
Francesco Cipriano ha scritto una lettera precisa, lucida, pervasa da una sottile ironia che solo un certo tipo di siciliani posseggono. La pubblico integralmente e ringrazio Salvatore Borsellino per avermela segnalata.
Lettera aperta di un “piccolo populista” al Ministro degli Interni
“Stiamo lentamente cadendo nel silenzio, di mafia non si parla più. E sarò pure populista, giustizialista, eccessivo, ma vi ritengo responsabili. State facendo perdere ai giovani, ai siciliani, la voglia di lottare. Vediamo governi succedersi, ma nulla che cambia. Cambia tutto per non cambiare niente. Vediamo fuorilegge che fanno leggi, imputati per mafia che dicono che la mafia fa schifo”
Caro ministro,
non so se si ricorda di me: sono il ragazzo a cui ha dato del “piccolo capo populista” il 23 maggio a Palermo. Vorrei poter commentare ora la sua risposta e parlare di cosa significa crescere e vivere in Sicilia oggigiorno.
La prima domanda che le è stata rivolta al dibattito all’interno dell’aula bunker riguardava gli indagati all’interno del parlamento, e il motivo per il quale non venissero cacciati. Lei, da giurista quale è, ha risposto giustamente che in Italia si è ritenuti innocenti fino al terzo grado di giudizio. Sarebbe stato però più corretto ricordare a quei ragazzi che effettivamente in parlamento siedono venticinque condannati in via definitiva, quindi giudicati dalla legge colpevoli. Ed è proprio per questo che ho preso la parola, ricordandole anche che in Sicilia abbiamo un presidente della regione rinviato a giudizio per rivelazioni di segreti d’ufficio e favoreggiamento alla mafia, oltre che diversi indagati per mafia tra assessori e deputati regionali, forse un po’ troppi per una regione che avrebbe bisogno di esempi di legalità. Ho quindi accennato ai famosi “venticinque”, dicendo che trovavo vergognoso che dei criminali facciano le leggi.
fuocherello
Rita Bernardini, segretaria dei Radicali Italiani: “Esercizi commerciali del centro di Roma, attorno ai palazzi della politica, in via Torre Argentina ad esempio, o a Largo Sant’Eustachio, sono usati dalla camorra per riciclare il denaro proveniente dal mercato della droga“.
Attorno? Fuocherello.
zucchero e i trimalcioni
Al concerto di Zucchero con cena inclusa, un pubblico vip di lavandini, bagascioni, cassonetti e baracconi, secondo le sagge definizioni del cantante, si faceva i fatti suoi dopo aver pagato milleduecento euro di biglietto, ché per loro il blues di Zucchero o il briggit-bardò-bardò-briggit peggiò-peggiò di Smaila è uguale. I briatori, le veline, le santanchè, i tronisti e i fabrizicorona si scambiavano messaggini, facevano ruttoni al gusto di champagne, tiravano limoni, succhiavano ostriche e nessuno si filava l’artista che suonava e cantava. Il quale artista, abituato a gente normale che salta balla e non si ingozza di caviale, a un certo punto non ce l’ha fatta più a interpretare il digestivo dei trimalcioni, sarà stato all’ennesimo ruttino di una bonazza da chirurgo. E ha detto ai briatori che cosa sono: siete briatori. Glielo ha detto bello chiaro. E siccome i briatori non ci sono abituati a sentirselo dire, ché vivono nell’ammirazione del paese dei cafoni, si sono offesi tantissimo, e la portavoce Santanchè, maestra di bon ton, ha dichiarato che Zucchero è insolente e che bisogna tornare all’educazione. Ha cominciato lei, in foto, con la prima lezione.
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