Archivio per 11 Ottobre 2007|pagina archivio quotidiano
l’aeroporto fico d’india – cannolo
D’accordo, la sua carriera politica è nata all’ombra di Dell’Utri. D’accordo, Mario Fecarotta gli telefonava spesso e lo chiamava Gianfranco: trentotto telefonate fra il 7 giugno e l’8 luglio 2001. Questo prima che Fecarotta fosse arrestato con il figlio di Totò Riina per essere poi condannato per associazione mafiosa, s’intende.
Tuttavia, le parole del presidente dell’Assemblea regionale siciliana rimangono sconcertanti: “Noi trasmettiamo sempre un’immagine negativa della nostra terra. Se qualcuno, in viaggio per Palermo in aereo, non ricorda che l’immagine della Sicilia è legata alla mafia, noi la evidenziamo subito già con il nome dell’aereoporto, Falcone e Borsellino“
Falcone e Borsellino. Certo, un nome infelice, caro presidente. Potremmo chiamarlo Fico d’india-Cannolo, così da dare subito un’immagine positiva al turista e invogliarlo all’acquisto di prodotti tipici? Ci pensi e proponga in Assemblea.
La mafia cancelliamola, in fondo forse neppure esiste. Ripuliamo l’immagine della Sicilia. Cominciamo dal cancellare i martiri, quelli che la mafia l’hanno combattuta davvero. Il comune di Palermo, con via Falcone, aveva cominciato bene. Lì, lontana, in una periferia che nessun turista attraverserà mai.
Miccichè è la più alta carica siciliana. Per riparare a una frase simile, in una terra dove centinaia di uomini sono morti per combattere la mafia, potrebbe solo chiedere scusa e dimettersi. Dovrebbe farlo subito, senza tentennamenti. L’immagine della Sicilia non si ripulisce cancellando la memoria dei martiri, ma cancellando la mafia. Inutile sperare però: la dignità non si compra al supermercato, e nessun conoscente potrà mai consegnargliela in ufficio.
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