etna, siccità, traffico e burocrazia
Secondo Opinion Leader – trasmissione patinata dove tutto è cool e trendy e Palermo è molto Palermo bene – si inaugura sempre qualcosa con champagne e caviale, il sindaco sorride abbronzato, la città vive una vita culturale frenetica, i negozi sono prestigiosi e la gente ha un sacco di soldi da spendere. Trasmessa da molte emittenti locali, qualsiasi zapping finisce per incontrarla.
Opinion Leader non fa interviste in ginocchio. Peggio: non fa domande. Si fa da parte e lascia parlare: ad esempio così. Poi, però, in chiusura di servizio, rispunta la biondina che ci illumina:
“Nel prossimo incontro con il presidente Gianfranco Miccichè affronteremo un argomento che forse è la vera palla al piede per lo sviluppo della nostra isola.
La burocrazia“.
Già.
La vera palla al piede è la burocrazia.
Ma non erano l’Etna, la siccità e il traffico?
Giovanotto,
non dica al sottoscritto cosa significhi vivere in Trinacria!
Il vero problema di quest’isola è uno solo: non vi sono abbastanza agrumi per fare le scorzette candite da mettere sulle cassate.
Cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
Cavaliere,
lei pensi che un mio amico che fa scorzette candite (lavorano la madre e la nonna nella cucina di casa sua), l’anno scorso aveva ottenuto un finanziamento di 12 milioni di euro dalla comunità europea. Che gioia per lui, finalmente poteva fare molte scorzette. E invece cosa gli vanno a domandare questi burocrati? Il certificato antimafia! Vede, è la burocrazia la vera palla al piede!
E meno male che poi lui ha un amico tipografo e se lo è fatto fare, se no staremmo ancora qui a parlare del mancato sviluppo. Quanto ha ragione il Presidente!
Cordialità.
Che ridere!!
Già, questa nostra Sicilia bedda, ha il problema della burocrazia (si chiama così d’ora in avanti, mi pare di aver capito), che soffoca commercianti e imprenditori… sembrerebbe quasi quell’altra parola, quella… vabbé, non la dico.
Ciao Antonio
Ah, opinion leader. Quanto tempo che non lo vedevo o non lo sentivo nominare. Tutto cambia ma non cambia niente.
Evidentemente i nostri vocabolari non sono uguali, specie alla voce ‘palla al piede’
Saluti
TFM
Un tempo – ho un’età ormai – si diceva dei superficiali (giovani in prevalenza): non leggono i giornali. Oggi da quello che dicono e fanno si può senz’altro dire: leggono troppi giornali (sbagliati).
come ho scritto altrove, non so nemmeno spiegare quanta tristezza mi è venuta nel leggere repubblica di giovedì.
specialmente il pezzo di bolzoni, che chiude così:
“(…)
Si fanno già i nomi dei nuovi (procuratori aggiunti). uno è quello di Girolamo Alberto Di Pisa, il magistrato accusato di essere il Corvo di Palermo. Fu assolto, naturalmente. Tornerà li e torneranno altri in procura. Come negli anni prima del pool.”
l’idea di qualcosa che è morto per sempre, non solo per cause esterne, ma anche per “implosione” interna… beh… lascia una malinconia senza speranza.
Dici bene, Maia. La sensazione è proprio quella che dici tu: di non avercela più, una speranza.