Archivio per Novembre 2007|pagina archivio mensile

squadra del popolo di milano – juventus

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Prime indiscrezioni sull’incontro fra Veltrusconi e Berloni: pare che i due abbiano parlato di Milan – Juventus, partita che si giocherà domani.

Il leader del Partito Democratico ha detto di auspicarsi una splendida serata di sport dove vinca lo sport e trionfi lo sport e il calcio italiano. Non ha nascosto la sua simpatia sportiva per la Juventus, ma – ha aggiunto – “sportivamente tifo anche Milan”.

Il leader di Forza Italia, del Partito del Popolo della Libertà, del Partito della Libertà, di Forza Italia, dopo aver espresso grande preoccupazione per la salute di Ronaldo, ha annunciato che da oggi il Milan cambia nome e che quindi domani si giocherà la partita Squadra del Popolo di Milano – Juventus. Bondi ha applaudito la geniale idea, mentre Schifani ha detto che lui lo sapeva da tempo.

sceglieteli più furbi

francesco pirrotta

La signora Pina, cassiera del centro commerciale Ferdico, guardava il volantino elettorale e pensava: “Ma io a questo dove lo vidi?”.
Francesco Pirrotta, candidato per la lista “Azzurri per Palermo” alle elezioni comunali, a lei pareva conoscente.
E poi quel giubbotto blu. “Io quel giubbotto me lo ricordo”.
Pensa che ti ripensa, la signora Pina ci arriva.
Ma certo. E’ lui!
E’ quel picciotto che il mese scorso venne a fare la rapina al centro commerciale! E aveva pure lo stesso giubbotto.
Lui: Francesco Pirrotta, genio del crimine, che prima si fa una bella rapina e poi, vestito allo stesso modo, si fa fotografare per i volantini elettorali. Migliaia di volantini che poi provvede a distribuire in città, anche al centro commerciale appena rapinato.
Così l’Al Capone dei poveri viene denunciato (e il giubbotto trovato a casa sua).
Il pm ne chiede l’arresto ma per il gip gli indizi non sono sufficienti. D’altra parte gli “Azzurri per Palermo”, avrà pensato, sono anche Azzurri per la Libertà.
Morale: Azzurri cari, i rapinatori da candidare sceglieteli più furbi. Se ne trovano a bizzeffe.

[Questa storia, per quanto incredibile, è vera. Immagine dal sito fascio e martello]

i fidanzati: facciamo sesso selvaggio

knox sollecitoPerugia – Il giorno dopo la scoperta del cadavere di Meredith, Raffaele e Amanda avevano in testa una sola idea: chiudersi in casa e fare “sesso selvaggio”. E’ quanto ha raccontato agli investigatori, l’8 novembre, Carlo Maria Scotto di Rinaldi, 30 anni, titolare di “Discovery”, un negozio di abbigliamento nel centro di Perugia. “Ieri sera vedendo il tg ho riconosciuto i due arrestati per l’omicidio di Meredith – si legge nel verbale – voglio precisare che Patrick lo conosco da diverso tempo. Ricordo che gli altri due, il giovane e la ragazza americana, mi sono venuti in mente perché sabato 3 novembre intorno alle ore 19 sono entrati nel negozio e sono rimasti all’interno per circa venti minuti. La ragazza ha acquistato una maglia e un perizoma. Durante la scelta dei capi di abbigliamento e in particolare del perizoma ho sentito che mentre si accingevano a pagare, di fronte alla cassa, si sussurravano le seguenti parole: ‘Dopo te lo metti a casa e facciamo sesso selvaggio…’. Preciso che si esprimevano in lingua inglese ma siccome conosco la lingua non ho avuto difficoltà a comprendere”.
I due ragazzi sono stati filmati dalle telecamere antitaccheggio del negozio. Racconta il commerciante: “Anche in precedenza mentre erano intenti alla scelta dei capi sia io che la mia commessa avevamo notato che i due giovani si accarezzavano, si baciavano e si abbracciavano in modo evidente, tanto che la clientela presente notava tali atteggiamenti esibizionistici”. Tre giorni dopo Amanda e Raffaele erano in carcere con l’accusa di concorso in omicidio.

[Questo articolo è stato pubblicato oggi da "la Repubblica". A pagina 12 e con questo titolo. Veramente]

perugia: si cerca un romeno che ha messo un video su youtube

Sesso, droga, musica satanica, interi pomeriggi passati fumando hashish (d’altra parte, la radice della parola hashish è la stessa di assassino) e saltando da un letto all’altro per rapporti occasionali: ecco la Perugia degli Erasmus, questi ventenni europei che non comunicano più se non nel chiuso delle loro camerette coi loro blog. Ed è proprio internet, la rete, questo mondo spaventoso dove tutto è possibile e non c’è più morale, a rivelare le vite sregolate dei protagonisti di una storia truce come l’efferato omicidio della giovane inglese.

Dai blog dei protagonisti, pieni di tutto e di più, vengono fuori aspetti estremi: “ero alla ricerca di emozioni forti”, scrive Raffaele Sollecito, il giovane pugliese figlio di un noto professionista. E Amanda Knox, la ventenne americana dal viso d’angelo, descrive stupri e narra storie ad alta carica erotica. Questa voglia di rompere la noia adesso si trasforma in un elemento di accusa. Non bastavano più gli incontri sessuali occasionali, gli spinelli, le ubriacature, le serate trascorse tra una discoteca e un pub fino all’alba in una città devastata dalle continue connessioni internet e da eroina e cocaina vendute persino nella piazza centrale, come fossero sigarette. No, i giovani blogger, annoiati, sono andati alla ricerca del sangue.

Il capoluogo umbro è ormai la capitale dello sballo, pieno di giovani straniere che, seppur per poche ore, accettano la compagnia dei ragazzi incontrati occasionalmente durante il loro peregrinare notturno.

Ci si incontra, si balla, soprattutto ci si sballa, si torna a casa con chi capita. E ci si va anche a letto. Ma Meredith no, Meredith, unica a non avere un blog, era diversa e forse per questo ha firmato la sua condanna a morte. Le amiche dicono che Meredith non faceva entrare nessuno in camera, tranne il suo fidanzato Giacomo, detto il tenero Giacomo, che aveva baciato per la prima volta tre settimane dopo averlo conosciuto. Andava anche in chiesa, la povera ragazza inglese trucidata perché si è rifiutata di assecondare la voglia di trasgressione dei compagni di casa.

E proprio ieri gli inquirenti, scavando nella rete, si sono imbattuti in un video che un ventenne romeno ha messo su YouTube. Un video inquietante in cui il giovane fa delle smorfie e proclama il suo odio per gli inglesi. Un segnale chiaro per il pm, che ha messo la polizia sulle sue tracce. D’altra parte le statistiche parlano chiaro: sono soprattutto i romeni a delinquere, in Italia.

[Resto in attesa della lettera di assunzione di un grande quotidiano o di un invito a Porta a Porta]

spallata: ci ho pensato io

berlusconiPer difendere il nostro futuro e la nostra libertà, ho pensato io a dare una bella spallata a questo governo di comunisti che, a dispetto della volontà del popolo sovrano, si ostina a occupare le istituzioni: ho firmato per mandare a casa Prodi!

Sono andato nei gazebo di Forza Italia e, discutendo di riforme e di libertà con i simpatizzanti del partito (c’erano trafficanti di droga, estortori, cocainomani, uomini d’onore a bizzeffe, padrini, favoreggiatori, evasori totali, corruttori e corrotti: insomma, il fior fiore della società palermitana) ho firmato non una ma sei volte. Poi, tenendoci per mano, abbiamo intonato Azzurra Libertà. Se oggi Berlusconi può parlare di ben settantacinque milioni di firme (il 130% degli italiani) è anche merito mio.

Ho firmato a nome di Maia Superficie, Teodoro Grandinetti, Sandro Sauroni, Eio Chemipensavo (“Ci vuole un documento“. “Oddio, non lo sapevo. L’ho dimenticato“. “Va be’, firmi lo stesso che li mandiamo a casa“). Poi, naturalmente, a nome di Corrado Lo Coco. E infine, sentito che Berlusconi vuole fondare il Partito del Popolo, ho firmato anche a nome di Carletto Marx.

cosa fare con l’immigrazione

prodiQualcuno è arrivato su questo blog cercando con google: cosa fare con l’immigrazione.

Non so se ha trovato la risposta alla sua domanda. Spero di sì, visto che digitava da:

Domain Name: palazzochigi.it (Italy)
IP Address 195.66.9.# (Presidenza del consiglio dei Ministri)
ISP: Presidenza del consiglio dei Ministri
Location: Country Italy, State/Region Lazio, City Rome

Idee? Suggerimenti? Non siate timidi, Romano ci ascolta.

myspace: nessuna espulsione di massa

knox sollecitoROMA (Reuters) – Con il decreto legge sulla sicurezza approvato dal governo, in Italia non ci sono state e non ci saranno espulsioni di massa.

E’ quanto ha detto stasera il ministro dell’Interno Giuliano Amato.

“Siamo in numeri che stanno finora nelle poche decine, nulla a che vedere con espulsioni di massa, che noi che viviamo in uno stato di diritto non sapremmo neanche concepire”, ha detto Amato, parlando durante una conferenza stampa seguita a un vertice preparatorio, con il capo del Governo Romano Prodi e i ministri D’Alema e Ferrero, in vista dell’incontro di domani con il premier dei blogger Beppe Grillo.

Amato ha lamentato il fatto che sia stato creato un clima che rischia di essere inquinato dalle notizie false a proposito delle dimensioni del fenomeno dei blog in Italia, e dalle reali dimensioni delle espulsioni.

Il decreto legge sulle espulsioni del governo ha fatto seguito all’indignazione per l’efferato omicidio della studentessa Meredith Kercher. Per l’omicidio sono in carcere due blogger, subito identificati dalle forze dell’ordine.

Dopo l’omicidio, settantacinque blogger che vivevano in settantotto blog tra Splinder e WordPress sono stati sottoposti a controlli della polizia eseguiti a partire dalle prime luci dell’alba. Diciassette dei blogger sottoposti a controllo sono stati portati in questura perché trovati privi dei documenti di identificazione.

Quindi è cominciata la demolizione delle baracche della comunità MySpace. Nella comunità abitavano i blogger Amanda Knox e Raffaele Sollecito, arrestati per avere ucciso Meredith Kercher. Nella baraccopoli vivevano da molti anni migliaia di blogger e due giorni fa avevano ricevuto l’ultimatum dalla polizia ad abbandonare la comunità. Molti di loro lo hanno fatto.

Infine, nei giorni scorsi un gruppo di italiani a volto coperto, armati di bastoni, spranghe e coltelli, ha aggredito alla periferia di Roma quattro blogger della comunità Blogspot

cosa nostra e l’acqua calda

Nel covo del boss Lo Piccolo, una grande scoperta: un foglio con i dieci comandamenti del mafioso. Si leggono, ad esempio, sul Corriere della Sera. Tre a caso: “Non ci si può presentare da soli a un altro amico nostro, se non è un terzo a farlo”, “Non si fanno comparati con gli sbirri”, “Si ci deve portare rispetto alla moglie”.

Su Repubblica.it la grande notizia è in prima pagina. Ecco un comandamento: “Non guardare le mogli degli amici”.  Che notizia. Che scoperta. Le regole della mafia!

Adesso un esperimento. Entrate in una libreria. Recatevi al reparto storia. Reparto mafia se siete in Sicilia. Prendete un qualunque libro di storia della mafia. Uno a caso. Ora sfogliatelo. E anche se è del 1980, come per magia eccoli lì: i dieci comandamenti grande scoperta di questi giorni.

Di Cosa nostra militare si sa tutto, o quasi, da tempo. E quando si decide di colpire (e ci sono le condizioni: la polizia ha la benzina, non c’è l’agente che spiffera, non c’è il maresciallo che avverte), si colpisce. Però, preso un Lo Piccolo, ne arriva subito un altro e la mafia rimane la prima azienda italiana. No, non è Cosa nostra militare che va colpita per sconfiggere la mafia. Almeno non solo.

Dovremmo smetterla di masturbarci con pizzini, dieci comandamenti, ricotte e bibbie, fedeltà alla moglie, rispetto, abiti griffati e tutto l’armamentario del buon mafioso militare e occuparci dei mafiosi che stanno nei parlamenti, nelle assemblee, che fanno i presidenti, gli industriali. Sfiduciarli, se non si possono ancora arrestare.

Per cominciare, vogliamo tirare fuori i nomi dei due politici legati, secondo Telesio Malaspina dell’Espresso, ad alcuni personaggi vicini a Cosa nostra responsabili delle minacce a Lirio Abbate? O saranno segreti per sempre?

Sono due politici siciliani. Magari siedono in parlamento. Sono legati a chi voleva far saltare l’automobile di un giornalista e nessuno ne parla più? Ma certo: ora ci sono i dieci comandamenti del capo dei capi.

viva l’amicizia

amiciziaUn romanzo straordinariamente insolito. Un libro che da un lato mette da parte il solito rituale di personaggi e ambienti del noir italiano e dall’altro si rifiuta di percorrere la sempre più inflazionata via della tragedia esibita, del dolore espressionistico, estetico (pornografico, insomma). “Il sangue degli altri” recupera la pagina pulita così cara a certa scrittura siciliana, evitando di criptare la verità o di, al contrario, esibirla, ma impegnandosi nel compito più difficile, al giorno d’oggi, quello di riuscire a narrarla. Un romanzo su cui si dovranno dire tante cose.
Così scrive Nicolò La Rocca sul suo blog (ovviamente siamo amici)

Il libro è bello. Una scrittura asciutta, pulitissima, decisamente sopra la media, soprattutto per un neo-pubblicato, che narra una Sicilia vera, lucidamente sporca, e una Cecenia violenta, distrutta, soffocata da una guerra infinita di cui nessuno più parla. Compratelo“.
Così scrive Edo Grandinetti (ovviamente siamo amici)

corrado lo coco da palermo a riga

adnRoma, 3 nov. – (Adnkronos/Adnkronos Cultura) – A Palermo, nel 2005, il giornalista Corrado Lo Coco, inizia ad indagare su un caso sospetto e carico di implicazioni. Un caso che nasce dall’inaugurazione, sostenuta dal potere politico locale, del grande casinò Trinacria. L’appalto e le procedure avviate per l’apertura del casinò, però, vengono bloccate. Viene scoperta, infatti, una truffa ai danni dell’Unione Europea. Il diritto di aprire il nuovo casinò viene assegnato alla società lettone Paradise. Corrado Lo Coco comincia a scrivere dei resoconti piccanti sulle colonne dell’Ora, il quotidiano per il quale lavora. Lo Coco è il protagonista del romanzo dello scrittore palermitano Antonio Pagliaro ”Il sangue degli altri”, pubblicato dalla casa editrice Sironi.

“Appena alzato – si legge all’inizio del libro – i capelli ancora arruffati, Corrado Lo Coco tirò fuori dagli scaffali dello studio il faldone della storia dei casinò. Un’indagine di due anni prima. Lo poggiò sulla scrivania. Tolse la polvere con la mano. Lo aprì”. Il caso, mano a mano, si complica mettendo a nudo tutti gli affari loschi che lo circondano. Toti Catania, presidente del Casinò Trinacria contatta Lo Coco rivelandogli che vuole riferirgli indiscrezioni molto scottanti che potrebbero far tremare tutta la buona società palermitana. I due fissano un appuntamento. Eppure, poche ore prima di incontrarsi, Toti Catania viene ucciso per le strade di Palermo.

Ma non è tutto. Nelle stesse ore in cui Catania viene ucciso, viene registrato un nuovo omicidio. Nel centro storico di Palermo, infatti, viene ucciso l’ex proprietario della Paradise, un affarista lettone. Misteri e delitti irrisolti si intrecciano complicando le indagini del giornalista e delle autorità. Passo dopo passo, Lo Coco scopre indizi molto gravi. Indizi che, soprattutto, lo spingono a seguire una pista che lo porterà fino alla Cecenia. Lo Coco scopre degli strani collegamenti tra alcuni crimini commessi in Cecenia e i morti che hanno insanguinato le strade di Palermo. Le sue indagini, insomma, lo porteranno anche a Mosca e a Riga in Lettonia.

(il libro su ibs)