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camilleri sì e billitteri no?

billitteriLa vana ricerca dell’erede del maestro Camilleri ha consumato tonnellate di carta e sfiancato migliaia di lettori. Da Santo Piazzese a Davide Camarrone, è stato un susseguirsi di autori più o meno deludenti. Così, quando il maestro Billitteri tira fuori questo piccolo gioiello uno ci rimane quasi male. Ma come? La ricerca dell’erede è già finita? E adesso che si fa?

Adesso si legge, perché Billitteri con Camilleri non fa solo rima. Daniele Billitteri, barbuto giornalista palermitano, un po’ Mangiafuoco, un po’ Saddam Hussein, qualche segnale lo aveva già dato. I suoi Homo panormitanus e Femina panormitana sono due libricini deliziosi, scritti con grandissima ironia. La descrizione del maschio e della femmina di palermitano che fa Billitteri è spassosa, a tratti impietosa, precisa, e pronta per Superquark.

Ma un giallo è un’altra cosa. E il giallo F.B.A.I. – la collana di corallo, dove l’acronimo sta per Franco Butera Amato Investigazioni, è una storia divertente, che ha il grande pregio di tenere il lettore incollato alla pagina pur non essendo un thriller. La trama, raccontata dallo stesso Billitteri sul blog Rosalio, è costellata di vere e proprie perle.

La migliore delle quali, forse, sta fra il capitolo nove e il dieci. L’ingresso di Franco Butera alla Kalsa, quartiere di Palermo dove il forestiero è subito individuato, dove giovanotti sugli scooteroni fanno la ronda. Il colloquio con il barista e quello con il boss Nino Pensabene, fatti di frasi indirette, mezze parole. Dialoghi che descrivono con grande efficacia il modo di parlare del mafioso e del mafiosetto.

Dentro F.B.A.I. c’è tanto, di Palermo e dei palermitani. C’è la compagna di classe bellissima e raccomandata, c’è il notaio amico dei mafiosi, i tradimenti e le ipocrisie della Palermo bene, la vita misera dei filippini e dei cingalesi. C’è il marocchino che si è adattato perfettamente e che è diventata un’autorità del quartiere. C’è, naturalmente, Santa Rosalia.

Il romanzo è pubblicato da una casa editrice piccola, e questo è un peccato. Intanto per la distribuzione: trovarlo fuori Palermo sarà difficile. Poi per la scarsa cura dell’editing. Un editor più bravo avrebbe limato qualcosa che era da limare e avrebbe corretto qualche svista che invece è rimasta nel testo. Forse un’altra casa editrice avrebbe corretto meglio le bozze. Ogni tanto manca qualche parola, ci sono diversi errori di stampa, spesso a metà riga sbucano fastidiosi segni di a capo. Un romanzo così bello meritava più attenzione.
(Daniele Billitteri, F.B.A.I. – La collana di corallo)