Archivio per la categoria ‘elezioni’
alcune buone ragioni per non ricontare
- Non ricontare perché la legge Calderoli ha modificato la composizione della commissione elettorale comunale: da sei membri in rappresentanza di maggioranza e minoranza, a quattro membri, eletti dalla sola maggioranza del consiglio comunale senza obbligo di rappresentanza della minoranza;
- perché la commissione elettorale così composta sceglie gli scrutatori, e li sceglie da una lista, senza sorteggio. Con la legge Calderoli, gli scrutatori devono iscriversi in lista. Il termine per l’iscrizione scadeva il 30 novembre 2006, quando la legge di modifica era stata approvata solo dalla camera. Al senato sarebbe passata a dicembre;
- perché con la legge Calderoli i rappresentanti di lista possono sì andare al seggio, ma non partecipare allo spoglio. Sono cioè del tutto inutili;
- perché il fenomeno del crollo delle schede bianche si è registrato nei comuni con giunta di centrodestra. Ad Altamura si passa da 1950 schede bianche delle elezioni precedenti a 541 del 2006, a Lecce da 1419 a 584, a Catania da 5840 a 2167, a Giugliano da 4946 a 420, a Milano da 45141 a 11699;
- perché esistono i legionari di Previti;
- perché il 10 aprile lo spazio azzurro del sito di Forza Italia pubblicava l’inquietante messaggio: “ATTENZIONE! Alle 15,01 i compagni proveranno con gli exit polls TAROCCATI a cantare vittoria! Invece dovremo aspettare la % dei votanti e lo SPOGLIO REALE, fino all’ultimo voto! FORZAAAA”, messaggio con più dei 168 caratteri consentiti e dunque probabilmente della redazione.
l’arresto di don profeta
“Dottore, fu quando acchianò il professore che ci fu il trucco delle schede bianche. Noialtri votammo giusto quasi tutte le schede bianche. Ma non si capì – come fu come non fu – che il Partito Azzurro non arrivò a vincere.
Prima delle elezioni il dottore Napoleoni stesso era venuto a incontrare i principali, insieme al senatore De Luca, che è amico degli amici e garantiva per tutti quanti. Ci aveva fatto un sacco di promesse, e ora aspettavamo appalti, compreso il ponte di Messina che lo sapevano tutti che non si poteva fare ma avrebbe portato lo stesso tanti piccioli da bagnarci il pane tutti, libertà di azione nel traffico di droga, revisione di molti processi, leggi più morbide e pure l’indulto.
‘Sto fatto che non salì non fu una bella cosa e non si capì com’è che avvenne, che tutte cose erano organizzate buone.
Ci fu poi pure ’sto fatto della mattina dopo le elezioni: si era fatto arrestare don Benedetto Profeta. Era stato il capo, ma ormai era vecchio e malocombinato. Era nella necessità da quaranta anni. Aveva la prostata e il colesterolo e aveva bisogno di cure. Di questo fatto delle schede bianche non si doveva parlare né ora né mai. Ci voleva un bell’affucanotizie. Se ne discusse a lungo nella riunione di principali, dove però don Profeta già lo avevano messo fuori.
Minchia con la cattura di uno che lo cercavano da quarant’anni, i giornali avrebbero parlato solo di questo, e le elezioni sarebbero passate sotto silenzio. Se qualche comunista, come a quello magro magro, parlava dei brogli lo pigliavano per pazzo, e soprattutto lo infognavano nelle pagine interne dei giornali. Insomma, si può dire che lo stesso don Benedetto Profeta era d’accordo. Che poi pure se non era d’accordo, ormai i principali se l’erano venduto. Un po’ di villeggiatura sul continente non era un problema, se potevano venire vantaggi per tutta Cosa nostra.
Allora si misero d’accordo per fare una bella cosa teatrale, organizzarono la casa di don Profeta che pareva Hollywood e lo andarono a prendere con la mattinata. Lui si mise una bella sciarpa bianca, questo per fare vedere che era massone pure lui e che era lui che si era arreso e nessuno gli aveva messo i piedi di sopra. Così lo faceva vedere a tutti i picciotti e pure ai granni, che don Profeta ci teneva a farci la sua figura”.
Dichiarazioni del pentito Gero La Fata, detto ‘u Posc per l’auto sportiva su cui viaggiava, aprile 2013.
l’arresto di don profeta è un breve racconto di finzione. Ogni riferimento a persone reali e fatti veramente accaduti è solo un caso.
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